Vorrei pensarti come un tempo fresca pelle di adolescente - sullo scalino il buio - non ancora - tra le ombre ruffiane della porta. Scrivevi con le unghie sul mio viso e io tra i tuoi denti bianchi afflitto da paure adulte - ma le mani - le mani correvano fra i lini - lungo cammino bianca vela che porti oltre - poi si era stanchi - ancora - nell'ombra ad ascoltare voci e si pensava al dopo come nenia dolce cantata sulla bocca ancora schiusa e la ghiaia faceva coro ai miei passi lenta formica - sarà domani a raccontarmi o la sera o la notte sogni nudi spruzzati da colpe non volute - quanta poesia sciupata nel buio dei portoni - ma le lenzuola bianche col ricamo non ti lasciavan spazio - ora vorrei tornare in quelle ombre ed oltre - per non rimpianger nulla.